Berlusconi: «Stampiamo Euro o ciao ciao Ue»

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Berlusconi impazza sull'euro. Anzi, ha "idee pazze", come ha precisato oggi alla riunione con i gruppi parlamentari del Pdl, in cui l'ex premier si riprende la scena e lancia le sue proposte salva-crisi. Proposte "pazze", è lui stesso a dirlo. In sintesi, l'ex presidente del Consiglio, partendo dall'assunto che «l'Italia è il secondo paese più solido dell'Ue», vuole che l'Italia si sieda alla pari al tavolo con la Germania e la obblighi a consentire alla Bce di stampare più moneta. Quello della Bce "prestatore di ultima istanza" è sempre stato un pallino dell'ex premier, anche prima di dare le dimissioni. Berlusconi sostenne l'ipotesi che per risolvere le crisi sistemiche di molti paesi europei, la Banca Centrale Europea avrebbe dovuto prestare soldi ai Paesi in crisi stampando più moneta. Ipotesi sempre rifiutata dalla Germania di Angela Merkel, che con l'immissione di più euro nel sistema europeo teme un'impennata dell'inflazione. «Noi esigiamo di trattare con l'Europa - ha detto Berlusconi rivolgendosi all'assemblea dei parlamentari Pdl - forti della nostra solidità. Non si può, infatti, calcolare il debito pubblico da solo, ma occorre aggiungervi anche il calcolo del debito-risparmio dei privati. In questo modo l'Italia, per solidità, è al secondo posto d'Europa. Tre alternative: «Se la Bce si rifiuta di stampare moneta, potrebbe farlo la Zecca italiana, potremmo farlo noi. Oppure la Germania esca dall'euro. O potremmo addirittura essere noi a dire "ciao ciao Europa"». Insomma, l'uscita dalla moneta unica non è più un tabù per il leader del Pdl. «Dobbiamo andare in Europa a dire con forza che la Bce deve iniziare a stampare moneta. Così cambia l'economia. In caso contrario dovremmo dire 'ciao ciao Europa' o dire alla Germania o alla Francia di uscire loro dalla crisi se non sono d'accordo», ha ribadito Berlusconi. Berlusconi è intervenuto con forza anche sul dibattito politico in corso e sul processo di "liquefazione" del Pdl dopo l'uscita di scena dell'ex premier. «Noi non siamo col piattino in mano a chiedere alleanze. Noi offriamo una proposta politica forte. Non declamiamo alleanze moderate. Noi formuliamo un'offerta politica seria e siamo arrivati al punto massimale dell'offerta, dopo quel punto c'è la nostra scomparsa e noi non ci stiamo, noi siamo orgogliosi della nostra storia», avrebbe detto il segretario del Pdl durante il suo intervento all'assemblea. «Noi siamo monolitici, e come dice il nostro segretario Alfano 'o si sta uniti, in squadra o ciascuno di noi si perderà in proprio'», ha affermato Berlusconi. «Bisogna avere la consapevolezza che il Paese così è ingovernabile e lo dimostrano i 56 governi che ci hanno preceduto, durati in media 11 mesi». «Non credo che la sinistra abbia la vittoria in tasca - ha aggiunto Berlusconi - i moderati non devono consegnare alla sinistra il paese. Chi lo facesse si assumerebbe una gravissima responsabilità». «Sono a disposizione del partito, se mi volete. Non come candidato alla presidenza del Consiglio, non come candidato al Colle, non come centravanti, ma come allenatore», ha aggiunto Berlusconi. «Sono a disposizione del partito non come candidato premier o presidente della Repubblica nè come centravanti nè come contrattacco, ma come allenatore». L'incontro con i parlamentari è stato aperto dal segretario Angelino Alfano, visibilmente perentorio nel rivolgersi ai parlamentari: «Mi sono state attribuite da parte di parlamentari troppe frasi mai dette. Questi che giocano allo sfascio la smettano». Il segretario non ha usato parole tenere per richiamare all'ordine il partito. Il tono del segretario, viene riferito dai presenti, è stato perentorio. «Siamo un corpo politico unito. Questa riunione deve diventare un format: questa è la strada per fare squadra, oppure ciascuno di noi si deprimerà e scomparirà in proprio», è stato l'appello di Alfano.

Fonte: Unita.it