Ritorno alla lira? Ecco l’apocalittico scenario

Berlusconi_lira

- R. C.- 3 giugno 2012- Lo sconsiderato populismo di Berlusconi non conosce confini, così come il suo intento di riconquistare il favore dell’elettorato rasenta la dissennatezza. La “pazza idea di uscire dall’euro” e ritornare alla lira. Però l’anziano uomo di Arcore ha omesso di approfondire gli scenari che si prospetterebbero. Prima di tutto interminabili code agli sportelli bancari e alle poste, con i risparmiatori-correntisti che si precipiterebbero ad azzerare i propri conti correnti e di deposito titoli per trasferirli nei paesi che aderiscono a eurozona, una fuga catastrofica di capitali all’estero. La lira andrebbe incontro ad un’inevitabile svalutazione. Il vecchio conio tornerebbe inizialmente alla valutazione del passaggio lira-euro: 1936, 27, ma non l’apertura dei mercati finanziari si assisterebbe ad un vero e proprio crollo della moneta italiana, si potrebbe ipotizzare un minimo del 50%. La conseguenza sarebbe il fardello insostenibile del pagamento delle materie prime che l’Italia importa, con accise di dogana del 50%, benzina, gas ed energia alle stelle e inflazione a doppia cifra, per non parlare dell’aumento dei mutui accesi a tasso variabile. Gli osservatori ritengono concreto il rischio che un ritorno alla lira da parte dell’Italia causerebbe il fallimento certo della nuova moneta. Il costo? Almeno 10 mila euro l’anno per ogni cittadino italiano per un periodo di almeno dieci anni, neonati compresi. Davvero pazza l’idea di colui che ha retto le sorti del Paese per buona parte degli ultimi venti anni.

Fonte: Articolotre.com