SCENARI FUTURI DOPO L'USCITA DALL'EURO E IL RITORNO ALLA LIRA

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In questo periodo di estrema incertezza sta diventando una pratica diffusa quella di immaginare gli scenari futuri che si aprirebbero in un caso non più tanto remoto di uscita dell'Italia dalla moneta unica euro e di ritorno alla vecchia lira.

Il primo più evidente cambiamento sarebbe la riconquista da parte dell'Italia della piena sovranità monetaria, che non è poca cosa, perchè comporta la possibilità di decidere e influenzare il regime di cambio della nuova lira e la quantità di denaro da immettere sul mercato.

Dall'abbandono definitivo della lira e dall'entrata in vigore dell'euro infatti, dal 1° gennaio 2002, l'Italia è stata in pratica agganciata ad una moneta straniera, perchè non ha mai potuto influenzare le decisioni e le politiche monetarie della banca centrale europea BCE, che sono state rivolte unicamente ad una rarefazione della moneta sui mercati per mantenere alto il valore di cambio e contenere l'inflazione.

Questa politica monetaria miope della BCE ha provocato come è noto l'insorgere della recessione nei paesi più periferici, Italia, Portogallo e Grecia, perchè non potendo più essere competitivi sui mercati esteri grazie alla propria moneta debole, la produzione di beni e servizi in questi paesi è rallentata e di conseguenza è diminuita anche la domanda interna.

L'inflazione che la BCE e la Germania hanno tanto combattuto in questi ultimi dieci anni invece di entrare dalla porta principale dell'abbondanza di moneta sui mercati, entrerà quindi dalla porta secondaria della recessione, perchè la diminuzione della produttività e quindi dell'offerta unita ad una riduzione più contenuta della domanda porterà come conseguenza diretta all'aumento dei prezzi al consumo.

Per quanto riguarda gli scenari futuri dopo l'uscita dall'euro e il ritorno alla lira possiamo immaginare tre principali alternative, che dipendono soprattutto dalla decisione degli altri paesi dell'eurozona di mantenersi ancorati all'euro oppure di uscire a sua volta dal regime della moneta unica.

Primo Scenario: uscita dall'euro e ritorno alla lira con rapporto di cambio 1:1.

In questo caso, facendo fluttuare liberamente la lira sul mercato dei cambi avremmo subito una forte svalutazione, che comporterebbe la necessità di stampare nuova moneta e quindi ad un progressivo innalzamento dell'inflazione, che a sua volta potrebbe essere combattuta con una rigorosa politica fiscale e un aumento della produttività interna.

Questo scenario sarebbe il peggiore possibile per le banche sia estere che italiane perchè vedendo denominati i loro debiti e crediti iniziali con l'Italia in una moneta che verrebbe subito svalutata, le banche avrebbero una riduzione improvvisa di ricchezza che causerebbe con ogni probabilità una catena di fallimenti fra gli istituti bancari con risvolti sociali imprevedibili.

Secondo Scenario: uscita dall'euro e ritorno alla lira con rapporto di cambio 1:1,936.

In questo caso si tornerebbe immediatamente alla situazione antecedente all'aggancio della lira all'euro e quindi per l'esattezza al 31 dicembre del 2001, quando la lira era l'unica moneta di stato a corso legale sul mercato italiano.

Essendo il tasso di cambio già svalutato in partenza si partirebbe subito con un'inflazione alta e con un'impennata più violenta dei prezzi al consumo, che però avrebbero nel tempo un aumento e un aggiustamento più graduale e morbido, aggiustandosi progressivamente intorno ad un valore di equilibrio.

Lo Stato sarebbe costretto a denominare il suo enorme debito pubblico con la nuova lira, dovendo anche in questo caso attuare una forte politica di rilancio economico e di rigore fiscale per rendere appetibile la nuova lira sul mercato dei cambi e allontanare la catastrofe dell'iperinflazione, che causerebbe un disastro sociale sia dal punto di vista produttivo che occupazionale.

Con questo regime di cambio le perdite per le banche italiane dovrebbero essere più limitate perchè trasformando tutti i loro depositi e conti correnti nella nuova lira già svalutata la ricchezza reale dovrebbe rimanere pressoché costante.

Terzo Scenario: scomparsa dell'euro e ritorno alla lira, al marco, al franco, al pesos.

In questa prospettiva, che è quella più plausibile nel caso che l'Italia decidesse di uscire per prima dal regime dell'euro, ci sarebbe un caos iniziale sul mercato dei cambi perchè i vari paesi comincerebbero ad attuare delle svalutazioni competitive delle proprie monete per attestarsi meglio sul mercato degli scambi reali.

E' molto probabile che i paesi del Nord, come Germania, Finlandia, Olanda, Belgio, con economie e regimi fiscali simili, si uniscano di nuovo per convergere in un'unica moneta comune, che potrebbe essere il marco o il vecchio euro, cercando subito di avere una posizione commerciale dominante sui paesi della fascia mediterranea, che sarebbero costretti a svalutare continuamente la loro moneta nazionale per essere più competitivi.

In questo caso, per non perdere subito ricchezza e risorse interne, la politica migliore da attuare da parte dell'Italia sarebbe quella di un periodo transitario di sano protezionismo e di regime di dazi doganali penalizzanti per le importazioni, in modo da consentire al tessuto produttivo nazionale di crescere gradualmente e di essere competitivo con le economie estere, senza perdere ricchezza, risorse, e investimenti in ricerca e sviluppo.



Fonte: Ultimenotizie.we-news.com