E ADESSO BERLUSCONI VUOLE STIGLITZ E KRUGMAN


Joseph Stiglitz

Cos'ha in comune la nostra bilancia dei pagamenti con quella tedesca? Dall'ingresso nel sistema monetario unico (l'euro) sono entrambe curve monotone (accento sull'ultima "o"). Ovvero: manifestano continuamente la stessa tendenza. Solo che la nostra, quella italiana (ovvero l'equilibrio tra l'export e l'import) è costantemente in diminuzione, mentre quella tedesca è sempre stata in crescita, anche piuttosto vigorosa. Quando la medicina non guarisce la febbre e il termometro, impietoso, continua a salire, è segno che la cura è sbagliata. Se non vogliamo uccidere il paziente (obiettivo non così paradossale), bisogna interrompere al più presto il trattamento.
Così succede ora che Berlusconi parli a Roma, nell'aula dei gruppi parlamentari della Camera, e spinga sui miracoli della svalutazione monetaria, arrivando perfino a lanciare un convegno, il 15 luglio, alla nascente Università del Pdl, dove alla presenza di importanti economisti premi Nobel (e chi, se non Stiglitz e Krugman?) si discuterà di ritorno alla lira.
Berlusconi dice di non sapere esattamente cosa potrebbe succedere in uno scenario di abbandono dell'euro, ma ipotizza che non vi sarebbe nessun deprezzamento delle case, perlomeno non sul mercato interno, e si riserva di fare ulteriori apprezzamenti con l'ausilio di esperti qualificati (gli economisti di cui sopra).
Dunque la linea è tracciata: Daniela Santanchè candidata alle primarie contro l'euro e la Merkel, e Silvio Berlusconi teorico del ritorno alla lira. E' evidente che si tratta di una strategia elettorale in vista delle prossime politiche. Sondaggi alla mano, il popolo non ne può più di austerità e Merkel, dunque cavalcare l'onda dell'antieuropeismo è l'unica soluzione per recuperare consensi in un quadro disastroso, che vede il Pdl sprofondare sempre più in basso. Con tutta la buona volontà del mondo, tuttavia, senza un rinnovamento completo dei vertici del Pdl, lasciando magari spazio ai giovani che un mese fa hanno chiesto con forza un cambio radicale e definitivo, è difficile pensare che gli italiani si affidino agli stessi uomini del Lodo Alfano, di Marcello Dell'Utri, di Ruby nipote di Mubarak, di Martin Shulz Kapò e mille altre avventure per riporre le loro legittime speranze di rinascita.
Per usare un'espressione tipicamente in voga ad Oxford, Berlusconi è una vecchia puttana che ama adulare chiunque possa servire al suo scopo, che sia una donna, un potenziale alleato politico o un'intera classe elettorale. Poi, una volta ottenuto quanto si era prefissato ( di solito ci riesce bene), ricomincia a farsi i fatti suoi.

Fonte: Byoblu.com