Crisi. Per Martino “l’uscita dall’euro è una provocazione, ma non è scandalosa”


Antonio Martino

‘E’ una provocazione, ma non una provocazione insensata. Uscire dall’euro non e’ scandaloso. Potremmo farlo anche senza traumi’. Antonio Martino, ex ministro degli Esteri del primo governo Berlusconi e attuale deputato del Pdl, non considera peregrina l’idea di tornare alla lira e conferma la riunione di meta’ luglio (annunciata ieri da Silvio Berlusconi) con alcuni esperti e premi Nobel dell’economia, dedicata alla crisi finanziaria e al nodo dell’euro. L’appuntamento e’ a Villa Gernetto, (probabilmente il 15 o 16 del prossimo mese), nella sede dell’Universita’ della liberta’, che sara’ inaugurata ufficialmente in primavera: ‘Ci saranno Berlusconi, io e otto ospiti, sara’ -dice il deputato pidiellino all’Adnkronos- una riunione a porte chiuse per chiarirci le idee sul futuro dell’euro’. Martino precisa: ‘Non e’ detto che Berlusconi abbia effettivamente l’intenzione di proporre questa soluzione ed e’ per questa ragione che a meta’ luglio parleremo con i massimi esperti dell’economia’. ‘Tornare alla lira, lo ripeto, non e’ una provocazione insensata -insiste Martino-. Anzi, c’e’ stato un articolo sul Wall Street Journal, dove un importante economista americano suggeriva che la prima ad uscire dall’euro dovesse essere la Germania e la seconda l’Italia. Come? La Germania crea il nuovo marco e lo lascia circolare accanto all’euro. Dopo due anni, vedra’ che rapporto ci sara’ tra le due monete per poi ritirare gli euro dalla circolazione. L’Italia potrebbe fare lo stesso’. Martino ricorda le parole del suo ‘maestro’ Milton Friedmann: ‘Una volta mi scrisse, perche’ era rimasto sorpreso dalla rapida convergenza. La sua meraviglia era dovuta al fatto che lui dava per scontato che la convergenza, cioe’ i bilanci, fossero veri e non truccati. Ma poi abbiamo scoperto che erano truccati… Friedmann mi aveva consigliato di andare in Bankitalia per chiedere di conservare le matrici, qualora si fosse verificata la necessita’ tornare a stampare la lira’.

Fonte: http://www.democraziacristianaquotidiano.it/